L’ISTRUTTORE AL TUO FIANCO

 
Da piccoli, abbiamo imparato a muovere i primi passi, poi a camminare e finalmente a correre con
una certa sicurezza... sembrano azioni semplici: ma siamo sicuri di compierle correttamente?
Sapevi che camminare bene, necessita l’apprendimento di uno schema motorio complesso?
Correre, è sicuramente istintivo ma... bisogna poggiare il piede in un certo modo per aver propulsione
efficiente ed efficace, per non farsi male a caviglie e ginocchia, e anche le braccia hanno un certo
ruolo nel movimento.
Ogni azione in palestra o sul campo da tennis, ogni bracciata in piscina, o la prossima spinta sul
pedale della bicicletta sono tutti momenti di svago, benessere e allenamento ma con un istruttore al
tuo fianco diventano anche momenti di crescita. Noi istruttori la chiamiamo Educazione motoria.
Ogni esercizio più o meno efficace, divertente, elegante o entusiasmante nasce da una determinata posizione
di partenza, da una corretta esecuzione del movimento di base sino all’ esecuzione di varianti e inserimenti più o meno complessi.
Camminare sul posto, uno skip o un semplice jumping jack non sono ‘solo’ il riscaldamento, ma esercizi
e schemi motori che impattano oltre che sull’apparato cardio circolatorio, anche su articolazioni,
caviglie, ginocchia e spina dorsale.
Attenzione a dire “faccio il riscaldamento da solo e poi seguo gli esercizi”... quante volte un istruttore
ha sentito pronunciare questa frase e sorridente ma con disapprovazione ha risposto: “sei sicuro di
averlo fatto bene?”.
Per camminare ad esempio: si poggia prima l’avampiede o il tallone?
Tutto ciò può essere solamente insegnato e non lasciato ad un apprendimento casuale ed istintivo.
L’istruttore al tuo fianco, ti insegna a raggiungere i tuoi obiettivi, anche se i suoi spesso non combaciano
con i tuoi. Quello che l’istruttore si prefigge è più semplice e specifico: riuscire a farti fare esercizi
che non pensavi di saper fare, partendo dalla base e non dall’effetto coreografico finale.
La posizione dei piedi in stazione eretta, lo spostamento del corpo da destra a sinistra, alzare le braccia
all’altezza delle spalle, gesti semplici che hanno un’altissima percentuale di errore.
Ogni singola parte di una seduta di allenamento va controllata, corretta, addirittura delle volte
reimpostata per annullare gli automatismi errati.
Occorre riformattare lo schema motorio acquisito ripartendo da movimenti più semplici per riprogrammare
l’esecuzione corretta finale.
Quest’ultimo è uno dei momenti più importanti e difficili dell’educazione motoria perché mette a
dura prova chi si allena, ma il risultato finale è sicuramente migliore sia nel raggiungimento dell’obiettivo
estetico e di performance, ma soprattutto per non creare dei traumi che determinerebbero uno
stop più o meno prolungato.
Troppo spesso assistiamo a promesse facili ed obiettivi raggiungibili velocemente, ma la fretta non è
mai una buona amica. Il raggiungimento di un obiettivo non è solo un punto di arrivo, ma una condizione
che deve permanere nel tempo e che non deve avere effetti collaterali indesiderati: come infiammazioni,
fastidi, movimenti poco armonici, movimenti corti, stanchezza, rigidità etc. Questi sono
quelli meno preoccupanti e di più facile risoluzione.
Quando si presenta uno degli effetti collaterali, è già tardi.
Spesso bisogna fermarsi per un medio/lungo periodo e poi ricominciare da capo, reimpostando gli
schemi motori di base per evitare e prevenire le ricadute. L’ ideale, quindi, è non aver fretta e arrivare
al traguardo con una buona preparazione di partenza sulla base dei movimenti semplici.
L’educazione motoria è alla base di ogni allenamento ed obiettivo.
Non sottovalutate mai l’aiuto di un istruttore competente.
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